\"Sotto la direzione di Barzizza l'Orchestra Cetra incise alcuni dischi - non troppi in verità - di jazz autentico\". (fra queste incisioni
è da ascoltare) \"Armstrong play\" con una buona introduzione di Francesco Bausi e assolo di Beppe Mojetta, Gheri, Giudice e Cianfanelli nel finale.\" - (Tratto da \"Il jazz in Italia\" di A. Mazzoletti, EDT Torino). Questo pezzo di Umberto Manzetti fu inciso con il titolo di \"Armstrog suona\".
E poi, a proposito della grande passione di Pippo Barzizza per la moto: \"Autodromo di Monza, 1925: un incidente con la Indian 750 cc. Un famoso giornalista della Gazzetta dello Sport, Arturo Mercanti, propose una gara per giovani motociclisti: percorrere i dieci km. del circuito ad una velocità non inferiore ai 100 km/ora. Io ce l'avrei fatta, senza sforzo, invece andò tutto storto. Eravamo una dozzina di concorrenti. Ottima partenza! Ma dopo aver superato gagliardamente la difficile curva di Lesmo, notai strane vibrazioni, che non mi impedirono di fare il lungo rettilineo prima della parabolica a tutto gas. Sembrava che tutto fosse tornato normale quando, entrando in curva, il manubrio iniziò a vibrare paurosamente. Tuttavia non mi fermai, in qualche modo riuscii a completare la curva, ma come imboccai il rettilineo d'arrivo le vibrazioni ripresero con maggiore violenza. Immediatamente spensi il motore, continuando la mia corsa in folle, senza toccare il freno, ma fu tutto inutile: il pneumatico della ruota anteriore uscì fuori dal cerchione, la moto si rovesciò sull'asfalto continuando poi a strisciare per una cinquantina di metri. Anch'io strisciavo, insieme alla moto, -- parallelamente -- ma ad una distanza di un paio di metri. Ci fermammo, io e la moto, sul lato sinistro della pista, vicini al bordo erboso. Non ero svenuto ma certamente alquanto provato. Poco dopo arrivò il Dottore: \"Giovanotto, muova le dita del piede destro... ora quelle del piede sinistro... Le ossa sono sane.\" Mi fece una visita accurata. \"Una bella abrasione, ma niente di grave, le è andata bene.\" Meno bene alla giacca e ai pantaloni; e all'orologio da polso che si era completamente consumato... Non volli essere ricoverato in ospedale e mi feci portare a \"casa\", a Milano. All'uscita dall'autodromo Arturo Mercanti mi disse; \"Peccato, Pippo, eri comodamente in testa...\". In quell'epoca vivevo con la famiglia di Miglio, il mio pianista (ma padrone anche di altri strumenti); e le medicazioni me le faceva Balma, il batterista , cantante, sassofonista e futuro amministratore (ma questa è tutta un'altra storia). Allora, le medicazioni: Balma, con molta pazienza, mi staccava piano piano le bende e non mi faceva male; ma quando arrivava il dottore, che di pazienza ne aveva molto meno, me la strappava con molta decisione ed io strillavo dal male... Restai a letto un paio di settimane; ma la Blue Star funzionava anche senza di me! Il \"Cavaliere\", il proprietario del \"Sempioncino\", era soddisfatto dell'orchestra e la mia paga non fu sospesa. Qualcuno (ma non ho mai saputo chi) avvertì i miei a Genova. Così un bel giorno vidi arrivare la mia cara mammina, tutta commossa. \"Mamma, non ti agitare! Va tutto bene; di rotto non c'è che l'orologio che mi avevi regalato qualche anno fa... Guarda come si è ridotto!\". Invece l'Indian, che era di una rubustezza straordinaria, non patì il minimo danno; solo qualche scalfittura alla pedana di destra. Così non dovetti spendere neanche un soldo per le riparazioni. La paga intatta, la moto integra... Quando uno è fortunato!!
Nella fotografia Pippo Barzizza sulla sua Indian 750 cc. a Sanremo
nel 1938.